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Suistudio: abiti per donne mobili circondate da uomini soprammobili

Secondo l’ultima campagna pubblicitaria del marchio d’abbigliamento Suistudio la donna è mobile, ma sa cosa vuole. Ha il potere nelle sue mani e lo manifesta attraverso il suo abbigliamento.

Se il messaggio non fosse abbastanza chiaro, lo sono le immagini a supporto della campagna che immortalano modelli nudi disposti sul set come soprammobili. Accessori che sottolineano il ruolo di una donna in grado di riempire la scena da sola senza dover esporre il proprio corpo.

Suistudio abbigliamento per donne in carriera

Suistudio è un marchio che, come la sorella maggiore Suitsupply, ha scatenato polemiche su come intendere il ruolo della donna nella moda. Nel 2016 proprio Suitsupply si è fatta notare per la campagna Toy Boys definita misogina e sessista. Si sono sprecate le allusioni sessuali e gli stereotipi.

In un gioco di sottile ironia a questa campagna ha risposto Suistudio, proponendo modelli completamente nudi trasformati in coperte abbandonate sui divani o tavolini su cui appoggiare eleganti scarpe col tacco. Le modelle dal canto loro indossano completi dal taglio maschile perfetti per donne in carriera.

Lo scopo della campagna

Lo scopo di Suistudio era quello di rompere gli schemi e invitare i marchi di moda a uscire dalla solita rappresentazione della donna. A questo proposito si può vedere, in una delle immagini, una modella di colore che domina un uomo, come raramente accade nel mondo dell’advertising.

Un tema ampio quello dei ruoli assegnati all’uomo e alla donna nella moda; la domanda che in molti si sono fatti è se fosse davvero necessario ridurre gli uomini ai minimi termini per esaltare la figura femminile. Lo stilista Leon Wu si è tolto da questa impasse ideando un metodo di misurazione per creare abiti che si adattano al fisico di chiunque, indipendentemente dal genere. Tra donne mobili e uomini soprammobili, Wu ha preferito quindi la nuda proprietà di un corpo che si veste per come meglio si sente.