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“Stupefacente” Raf Simons: riflessioni sull’addiction alla New York Fashion Week

Raf Simons sa come divertirsi (e far riflettere). Quello che è ormai unanimemente riconosciuto come la punta di diamante della fashion week a stelle e strisce, ha portato in passerella un bel po’ di materiale su cui pensare. In un’atmosfera un po’ rave, un po’ “cena con gli amici degenerata“, il designer belga ha presentato la sua collezione uomo per il prossimo autunno inverno, marchiandola con la parola “DRUGS”.

Via W Magazine

L’ispirazione l’ha fornita, manco a dirlo, quella che ormai è considerata una pietra miliare sull’addiction: la pellicola tedesca Christiane F. – Noi i ragazzi dello zoo di Berlino. Uno spunto creativo che Simons ha tradotto in t-shirt stampate con le immagini di Natja Brunckhorst e Thomas Haustein, protagonisti dell’iconica pellicola dell’81 che, con Bowie di sottofondo, ha mostrato per la prima volta al mondo il vortice di devastazione causato dall’eroina.

Un tema attuale? Assolutamente sì. In America (ma i recenti fatti di cronaca nostrana mostrano che nessuno è escluso) l’hanno battezzata con il nome di “opioid epidemics”. Una vera e propria “piaga” per milioni di persone dipendenti da eroina o da potenti antidolorifici (il fentanyl che ha ucciso ricchi e famosi ne è un esempio). Per quanto triti e ritriti, forse di certi temi non se ne parla mai abbastanza e allora, perché no, anche la moda può dire qualcosa, specie se nelle mani di un bravo creativo come Raf Simons.

Foto: Thomas Welch / Highsnobiety.com

Youth in motion: tra dettagli street e couture

In un interessantissimo cortocircuito tra diversi elementi, lo stilista porta alla riflessione, e fa sfilare i modelli nel bel mezzo di una natura morta “sui generis”. Tra montagne di cioccolato, pagnotte di pane e bottiglie di vino (altre addiction?). Quasi a suggerire un confronto tra abbondanza vs degradamento, Simons allestisce un défilé in cui maglioni/sciarpa vanno a braccetto con massicci stivali in gomma. Le giacche quadrettate fanno da contrappeso a guanti fetish che arrivano al gomito. E poi ancora, cappotti con maxi tasche, orologi high-tech, pantaloni e hoodies smanicati corredati dalla scritta “Drugs”, cui fanno eco le eloquenti “LSD” o “XTC”. Una “Gioventù in movimento” (questo il titolo della collezione) che arricchisce lo stile di strada con dettagli sofisticati, l’alto con il basso e la musica techno con un tableaux vivant che pare frutto della fantasia di un poeta decadente, all'insegna di un mix and match super contemporaneo.

Foto: IMAXtree (via The Impressum)

Certo, a voler essere proprio pignoli (e un po’ scocciatori), ci si potrebbe chiedere se la moda (e le immagini sempre molto fascinose che produce), non possa causare l’effetto contrario, vale a dire rendere accattivante a che ciò che, in realtà, non lo è affatto. Ma, in fondo, il poeta diceva: “nel bene o nel male, purché se ne parli…”.

Nota bene: parte dei ricavi della collezione sarà devoluta da Raf Simons a organizzazioni che si occupano di recupero dalla tossicodipendenza. Mentre il ben di Dio culinario, che ha funto da scenografia per lo show, è stato donato a City Harvest, organizzazione no-profit che si occupa di fornire un pasto a chi ne ha bisogno. E bravo Raf!