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Night & day: i dimenticati anni ’30 visti attraverso moda e fotografia

“Accolti” dal crollo della borsa di Wall Street – con conseguente crisi finanziaria – e “salutati” dallo scoppio della Seconda guerra mondiale, gli anni Trenta furono un periodo difficile. Paure e incertezze plasmarono la moda che mutò, abbandonando i luccichii dei Ruggenti Anni Venti e la spensieratezza dell’Età del Jazz. Ma sarebbe riduttivo etichettare la moda soltanto così; come mero intercettatore, un po’ schizofrenico tanto è veloce, dei cambiamenti della società. Perché la moda è tanto altro; antidoto, alle volte superficiale, alla realtà nuda e cruda, perfetta via di fuga verso mondi più lievi.

Jay Thorpe, New York collection gown. December 1939. Private collection

Figure skater Sonja Henie in One in a Million for Motion Picture magazine. Photograph by Gene Kornman. October 1936. Private collection

A raccontare del grande potere riformatore della moda (ma anche della fotografia, come vedremo), interviene oggi una mostra al londinese Fashion and Textile Museum. Intitolata Night & Day: 1930’s Fashion and Photographs, e in cartellone fino al prossimo 20 gennaio, fa il punto sui dimenticati anni Trenta, indagandoli attraverso due lenti d’ingrandimento d’eccezione quali moda e fotografia.

In esposizione, oltre cento outfit (da giorno e da sera), ma anche riviste femminili e fotografie di pionieri quali Madame Yevonde, Paul Tanqueray, Dorothy Wilding e Cecil Beaton. Linguaggi diversi per raccontare un mondo in cambiamento, dove le ristrettezze non frenarono la fantasia e dove la moda (e i nuovi mezzi con cui veniva comunicata) ebbe un ruolo di primo piano su riflessioni urgenti tanto ieri come oggi.

Anna May Wong. Photograph by Paul Tanqueray, 1933. Courtesy of private collection

Elinor Glyn with her two cats, Candide and Zadig. Photograph by Paul Tanqueray, 1931. Courtesy of a private collection

Garçonne adieu, benvenuta “sirena”

Se quella dei Venti (peraltro già indagata dal Museo londinese in un’esibizione dello scorso anno) vide il trionfo dell’androgina garçonne, la decade successiva virò sul femminile che si tradusse, allora, in gonne lunghe al pavimento, risalto del punto vita (e quindi del decolté) e cappellini sfiziosi da portare sopra acconciature dalle onde morbide. Un “ritorno all’ordine” che però non deve trarre in inganno. Già, perché il nuovo “look a sirena” non fu dimentico delle conquiste paritarie fatte in precedenza, affiancando al glamour degli abiti lunghi da night club, anche completi giacca e pantaloni, perfetti per i nuovi svaghi cui le donne prendevano parte.

A questi è dedicata un’ampia sezione della retrospettiva che usa la nuova voga degli abiti floreali per il giorno, dei pantaloni e del pigiama da spiaggia, per raccontare della nascita delle periferie e di divertimenti sempre più popolari come feste in giardino, visite al mare o manifestazioni sportive.

Ad informare le donne sulla moda del momento arrivarono, infatti, i giornali; i rotocalchi squisitamente femminili che consigliavano abbinamenti e usi, non mancando d’interrogarsi sul ruolo della donna e mettendo in discussione l’ideale domestico fino a quel momento accettato.

Cover of the New York Woman, 23 September 1936. Private collection

Cinema e fotografia: potere all’immaginazione

Se il costume degli anni Trenta fu in qualche modo più “sobrio” rispetto a quello della decade precedente, lo stesso non si può dire della fotografia. È proprio durante questa decade, in effetti, che cinema e grandi magazzini (che riproponevano il look delle star), raggiunsero un’ampissima diffusione, fornendo vie di fuga in grado di ammaliare il pubblico. La fotografia, specie quella di moda, si fece più “teatrale” e, abbandonato lo statuto indicale di specchio della realtà, iniziò a far sognare, cristallizzando tableaux-vivants dalle atmosfere incantate e rarefatte.

Michele Morgan photographed by Ernest Bachrach, circa 1939. Private collection

Protagonista indiscusso di questo nuovo modo d’intendere il mezzo fotografico fu Sir Cecil Beaton, personaggio eclettico, pittore, fotografo e scenografo, esponente di spicco di quella nuova corrente fotografica che vide la collisione tra finzione e realtà.

Alle sue immagini di moda è dedicata la mostra Cecil Beaton: Thirty from 30s che il FTM di Londra fa coincidere con quella relativa agli anni ’30. In esposizione, alcuni dei più bei ritratti che Beaton realizzò a grandi personaggi del secolo scorso tra cui Slavador Dalí, Elsa Schiaparelli, Marlene Dietrich e Katharine Hepburn.

Elsa Schiaparelli, photographed by Cecil Beaton in 1936, courtesy of the Cecil Beaton Studio Archive, Sotheby’s

A riprova di come moda e fotografia, ognuna con il proprio peculiare linguaggio, siano state in grado di raccontare e al contempo fornire nuovi, diversi, punti di vista.

Night and Day: 1930’s Fashion and Photographs è in cartellone al Fashion and Textile Museum di Londra fino al prossimo 20 gennaio. Per tutte le informazioni sulla mostra visitate il sito del museo.