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Gianni Versace: retrospective. Berlino omaggia l’anticonformista della moda

Era il 1994 quando Berlino e il suo Kunstgeweber Museum, ospitavano la mostra Signature, curata dallo stesso Versace, sulla scia del successo dell’omonima collezione. Oggi, a oltre vent’anni di distanza, la capitale tedesca si appresta a omaggiare lo stilista che più di tutti si è divertito a ribaltare i codici estetici, anticipando trend diventati oggi regola.

Aprirà il prossimo 31 gennaio Gianni Versace: Retrospective, l’esibizione-tributo al designer calabrese che esporrà, nel caratteristico Kronprinzpalais in Boulevard Unter den Linden, più di 300 outfits, prestito di collezionisti privati di tutto il mondo. A mostrarsi al pubblico ci saranno ensemble celebri: il completo indossato da Sting durante il matrimonio con Trudie Styler e il corpetto in pelle nera della Bondage Collection, fatto sfilare su Nadège du Bospertus durante lo show del ’92 al Ritz di Parigi, giusto per citarne due. Oltre agli abiti poi, un particolare focus sarà sugli accessori: gioielli e orologi, ma anche l’home design di porcellane e tappeti che andrà a comporre quel total living di cui Versace è stato uno degli interpreti più abili.

20 anni dalla morte dello stilista: un anno di tributi

Gianni Versace: Retrospective è la mostra perfetta a corollario di un intero anno che ha visto omaggiato il fondatore della maison italiana in molteplici modi. Dalla collezione che la sorella Donatella ha mandato in passerella all’ultima settimana della moda milanese, alla fashion advertising del brand che, schierando le super model di ieri e di oggi, ha riportato in auge quel fenomeno inventato dallo stesso Versace negli anni ’80-’90.

È già un cult poi (ancor prima dell’uscita ufficiale), la seconda stagione della serie TV antologica American Crime Story, dedicata quest’anno all’assassinio di Gianni Versace. Fashionisti o no, la trepidazione per la prima puntata – prevista per il 17 gennaio in America e pochi giorni dopo in Italia – è tanta e hanno già fatto impazzire i più i trailer rilasciati da FX. Effettivamente, la somiglianza Ramirez/Versace e Cruz/Donatella, è sorprendente. Stando alle parole dello showrunner Ryan Murphy, ci sarà modo per riflessioni “oltre la moda”, indagando temi come quello dell’omofobia targata fine anni ’90.

Gianni Versace: grande anticipatore

A proposito di omosessualità: in tempi assolutamente non sospetti (siamo nel 1995) Bruce Weber realizza la pubblicità per la primavera estate di Versace Uomo. Nella foto, il modello Alex Lundqvist si mostra in tutto il suo splendore, fatta eccezione per un ferro da stiro collocato in posizione “strategica”. È un esempio, parte di una lunga serie, di fashion advertising che negli anni Gianni Versace ha fatto realizzare da maestri della fotografia, abbattendo barriere e scoprendo possibili nuove identità per l’uomo.

Parlando di corpi scultorei, è d’obbligo il riferimento al fenomeno sociale, oltre che di costume, delle super top models. Gianni Versace è stato il primo a considerare le modelle come donne pensanti, di carattere, strabordanti di personalità. I social media ancora non esistevano, eppure l’operazione dello stilista non era dissimile da quella messa in atto oggi dai vari Instagram e Snapchat: offrire un palcoscenico in cui esibire, certamente il corpo, ma anche la testa. È così che le grandi mannequin hanno interpretato, di volta in volta, abiti audaci in cui il moderno si mischiava all’antico, la Pop Art con l’haute couture, il pizzo con la pelle e il metallo con il drappeggio. Un mix and match per noi oggi scontato, ma assolutamente audace per quegli anni.

La mostra berlinese è dunque un buon modo per ripercorrere la carriera di un grande maestro della moda, artefice di alcune delle “rivoluzioni” per cui ancora oggi subiamo la fascinazione.

Per tutte le informazioni su Gianni Versace: Retrospective, in cartellone dal 31 gennaio al 13 aprile, potete visitare il sito della mostra.