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Un viaggio nello stile: gli archivi Mazzini in mostra a Imola

Un viaggio nel bello, nello stile di epoche passate che, sala dopo sala, si dispiega agli occhi dei visitatori. Un dialogo affascinante tra 150 abiti simbolo della storia della moda e gli spazi arredati di una dimora settecentesca. Potremo definire così Ricerche di stile. Gli Archivi Mazzini a Palazzo Tozzoni, l’interessantissima retrospettiva allestita nelle stanze della casa-museo imolese, fino al 28 febbraio 2018.

Miyake, Fortuny, Jil Sander. Ancora, Prada, Vivienne Westwood e Martin Margiela: sono moltissimi i designer chiamati a raccontare i processi creativi che sottendono la produzione di moda. Perché è proprio la ricerca il fulcro dell’esposizione; la ricerca che ispira i grandi stilisti che, “pescando” dal passato, reinventano, trasformano e creano il vestire contemporaneo.

Ricerche di stile. Gli Archivi Mazzini a Palazzo Tozzoni

Non è una semplice rassegna sulla storia del costume e della moda, ma un gioco di rimandi quanto mai riuscito che svela le mille sfaccettature dello stile. Undici sezioni in cui gli abiti dell’Archivio Mazzini comunicano con le stanze di Palazzo Tozzoni, creando accordi inaspettati.

Così, ad esempio, l’ampio salone di rappresentanza della casa-museo, assolve il duplice scopo di accogliere il visitatore e introdurlo nella storia dell’abitazione, unendo passato e presente. Allo stesso modo degli Archivi Mazzini che studiano il passato per proiettarlo verso il futuro, indagando quelle pieghe del tempo qui perfettamente rappresentate dal Delphos di Fortuny e dai Pleats Please di Miyake. Bellissimi poi, gli orientalismi di Romeo Gigli in assonanza con i decori dell’appartamento barocchetto. E ancora, i geometrismi di Roberto Capucci, le (s)proporzioni di Rei Kawakubo e i capi-scultura di John Galliano.

Sono davvero moltissimi i tesori d’archivio su cui soffermarsi. Dal confronto “anni ’60” tra le Sorelle Fontana e Consuelo Castiglioni per Marni, al costume da mare anni ’40 firmato Schiaparelli Rosa Shocking. Dai corsetti di Dolce & Gabbana che svelano il privato per renderlo pubblico, alla moda ribelle di Vivienne Westwood, regina dell’anticonformismo in grado d’intercettare l’umore della società meglio di chiunque altro.

Un patrimonio del vestire che si mostra al pubblico. Un viaggio attraverso stili, epoche, colori e tessuti che hanno come minimo comune denominatore la ricerca come fonte d’ispirazione continua.

Archivi Mazzini: il lato nascosto della moda

È da non perdere il proseguimento della mostra nella sede della Fondazione Cassa di Risparmio di Imola. Al Centro Gianni Isola, a pochi passi da Palazzo Tozzoni, un documentario di venti minuti spiega il lavoro nascosto, eppure indispensabile, dell’archivista di moda. Attilio Mazzini e Carla Marangoni, “anime” dell’Archivio Mazzini di Massa Lombarda, raccontano della loro instancabile ricerca, del gusto per il bello e per l’originale che li ha portati, in più di trent’anni di lavoro, a un patrimonio di oltre quattrocentomila capi. L’archivio è una fonte preziosa per studiosi e stilisti che qui sfogliano e rileggono un pezzetto importante della storia del costume degli ultimi decenni.

Ricerche di stile. Gli Archivi Mazzini a Palazzo Tozzoni, voluta dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Imola, in collaborazione con i Musei Civici di Imola, rimarrà aperta fino al prossimo 28 febbraio. Per tutte le informazioni sulla mostra, potete visitare il sito.